La Confraternita

Come riportato dalla visita pastorale dell’anno 1630, l’altare sotto il titolo di Maria SS. delle Grazie era eretto nella chiesa del Santissimo Sacramento. Per mancanza di rendite la messa si celebrava “aliquando ex devotione” dei fedeli.
Redatta nell’Aprile del 1683 dal notaio Domenico Nesci la “Platea ecclesiae Animarum Purgatorij terra Arenarum” conteneva nella sua introduzione la notizia che la confraternita sotto il titolo di Maria Santissima delle Grazie era stata fondata alcuni anni prima. In particolare, si legge che alcuni beni elencati nel citato documento erano posseduti “ab Ecclesia Animarum Purgatorij, erecta intus diectam terrram Arenarum, a’ congregatis sub titulo Santae Mariae gratiarum”.
L’immagine della Madonna delle Grazie a rilievo sopra una campana datata 1619 è la testimonianza di un culto già allora fiorente, ma ciò non prova l’esistenza della omonima confraternita.
In mancanza di documentazione sulla fondazione di entrambe le istituzioni, si può formulare l’ipotesi che la chiesa fosse quella di Santa Maria della Misericordia, riportata nell’elenco delle chiese di pretesa erezione su suolo lateranense, fondata il 15 Aprile del 1642, e che si suppone essere l’arcipretale sotto il titolo di Santa Maria de Latinis.
Nell’arco di quaranta anni, certamente per l’introduzione o forse meglio per l’incremento della devozione verso le Anime del Purgatorio, la chiesa aveva assunto questa denominazione.
Il primo statuto della confraternita è conservato nell’archivio storico della diocesi di Mileto e riporta le “Regole formanti l’antica Istituzione della Venerabile Confraternita di Maria SS. delle Grazie in Arena fondata verso il 1600”, comprendente ventinove articoli, fu approvato dal vescovo di Mileto il 9 Gennaio 1722. In esso la confraternita fu detta dedicata alle Anime del Purgatorio sotto il titolo della Madonna del Suffragio ed eretta nella filiale chiesa di Maria SS. delle Grazie.
Lo stesso anno la confraternita aveva chiesto al vescovo di Mileto la presentazione per essere aggregata ad una delle arciconfraternite romane. Si sa dall’istrumento di convenzione con l’altra di San Michele del 18 Marzo 1835 che la scelta fu indirizzata a quella di Santa Maria del Suffragio, con sede nella propria chiesa dello stesso titolo, e ciò spiegherebbe l’intestazione riportata nello statuto sopra citato.
La prima visita alla chiesa delle Anime del Purgatorio fu effettuata il 6 luglio 1717, viene riscontrato che in essa oltre all’altare maggiore erano eretti quelli dell’Addolorata e di San Nicola vescovo. La fondazione di questi altari era stata concessa tre anni prima con decreto vescovile, ed i relativi quadri furono commissionati ad artisti napoletani, ma di questi quadri non è rimasta alcuna traccia e memoria. La confraternita celebrava le festività dell’Addolorata e di San Nicola, e da quanto riportato nel “Libro d’Introito ed esito delle Anime del Purgatorio d’Arena”, pagava una quota fissa per la carne destinata ai sacerdoti.
La confraternita, citata per la prima volta nella visita pastorale del 30 Agosto 1744, ottenne il regio assenso di Ferdinando IV in data 9 Dicembre 1776 ed il ravvivamento il 10 Luglio 1789.
Per ottenere il ravvivamento la confraternita dovette esibire “formalmente” l’impegno di “mantenere fino all’età di sette anni tutti gli esposti del paese, adoperandosi di far loro apprendere un mestiere od un’arte onde non vivessero oziosi e vagabondi con nocumento a se stessi ed alla società”.
La chiesa fu completamente distrutta dal terremoto che nel Febbraio-Marzo 1783 devastò la Calabria e la Sicilia nordorientale.
Nelle spese del 1783-83 furono segnati 1,20 ducati “pagati per tant’operai per fare lo scavo per trovare le Sagre Suppellettile restarono sotto le rovine”.
Si legge nelle “Liste di carico” della Cassa Sacra, compilate l’anno 1790, che “essendo rimasta distrutta la Chiesetta della menzionata Congregazione, nel suolo della medesima fu costrutta la Baracca interina per uso della Chiesa Parrocchiale” che ancora esisteva all’epoca della redazione.
Quattro anni dopo, il 4 giugno 1794, il visitatore vescovile, trovò eretto solo l’altare della titolare nella filiale chiesa di Maria Santissima delle Grazie. Le mancanze riscontrate dimostravano le difficoltà di un edificio in costruzione.
Alcuni documenti rinvenuti testimoniano donazioni come devozione alle Anime del Purgatorio e alla confraternita, come contributo, per la spesa del tronetto che si stava eseguendo, da un non generalizzato artista di Serra, sono la prova che già nel 1756 si portava in processione per le vie del paese un’immagine della Vergine.<br">L’anno 1801 fu commissionata allo scultore Domenico De Lorenzo la statua lignea di Maria Santissima delle Grazie, detta “La Bella di rosso vestita” dal colore della veste, fu restaurata l’anno 1992 presso il “Consorzio tecnici del restauro” di Roma e nel 2013 presso l’Accademia di Belle Arti “Fidia” di Stefanaconi.
I piedi poggiati sopra una nuvola, davanti alla quale tre persone avvolte in fiamme rosse fuoco simboleggiano le anime del purgatorio, sul lato sinistro è aggiunto un piccolo confratello nella divisa sociale composta da camice e cappuccio bianchi e dalla mozzetta e cingolo neri, la Madonna regge con il braccio sinistro Gesù Bambino avvolto da candida veste bianca.
La presenza delle anime del purgatorio è una caratteristica iconografica della Madonna del Suffragio, ma sia la statua che la confraternita sono conosciute con il titolo di Madonna delle Grazie, per la confusione con quello della chiesa.
In questa centodue confratelli si riunirono il 12 Settembre del 1825 per sottoscrivere le proprie offerte per l’erezione di un altare di marmo. L’altare, il maggiore della chiesa, di probabile esecuzione serrese, è quello ancora esistente.
Si apprende dalle ultime volontà di un confratello del 24 Dicembre 1830 che nella chiesa si stava procedendo alla costruzione di un altare a devozione di San Raffaele Arcangelo.
Nella chiesa di Maria Santissima delle Grazie, oltre alle statue della titolare e della Madonna del Buon Consiglio sono conservate l’Immacolata di Pasquale Corrado del 1897, San Giuseppe col Bambino di Domenico Delorenzo del 1797, San Rocco del 1862 e San Francesco entrambi di autori sconosciuti, oltre all’espressiva statua della Madonna Addolorata realizzata in cartapesta anch’essa da autore sconosciuto.
Originariamente la chiesa era dotata di una sola navata centrale, negli anni 30 del XX secolo si ottenne, per demolizione di case vicine, la piccola navata laterale detta di San Rocco. Sul soffitto di questa navata è affisso un quadro rappresentante “La cacciata dei mercanti dal tempio” di Nicola Valentino che lo eseguì nel 1895.
Nella prima metà del XX secolo il pittore Diego Grillo affrescò l’Annunciazione sulla parte di fondo del presbiterio. Il grande dipinto dello stesso artista, raffigurante la Madonna col Bambino tra gli apostoli in basso e il Padre Eterno benedicente in alto, è posto nel soffitto della navata maggiore.
Negli anni 1984-85 la confraternita di Maria Santissima delle Grazie si rese promotrice del restauro dell’espressiva statua lignea della Madonna del Buon Consiglio, l’opera del serrese Raffaele Regio del 1823.
La mattina di domenica 2 Luglio 1989, dopo i lavori di restauro durati un paio di anni, la chiesa della confraternita della Vergine Santissima delle Grazie è stata solennemente riaperta al culto con l’intervento del Vescovo di Mileto.

A. Tripodi, Le Confraternite di Arena, in "Rivista Storica Calabrese", a. XV, n .1-2, 1994
G. Crocenti, La valle del marepotamo, Vincenzo Ursini Editore, 1980
F. Poerio, Storia dello stato di Arena di Calabria, Edizioni Mapograf
S. Pagano e D. Annetta, Arena di Calabria memorie di un millennio

 

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