Le altre Confraternite

La confraternita dell’Immacolata Concezione

Per i frati francescani l’immacolato concepimento della Vergine Maria è da sempre la festività mariana più significativa e dunque celebrata in maniera più significativa. La presenza della comunità francescana ha avuto molta influenza sulla nascita della confraternita nell’abitato di Arena.

La confraternita dell’Immacolata Concezione di Arena venne aggregata alla primaria arciconfraternita romana, con sede nella basilica di San Lorenzo in Damaso il 19 Settembre 1580.

Un documento datato 30 Settembre 1614 afferma la donazione alla confraternita di una vigna con alberi di sicomori e di altri frutti sita in località “Milidoni” nel territorio di Acquaro.

Sessant’anni dopo la citata aggregazione da parte della confraternita di Arena a quella romana, il 5 Agosto 1640, furono concesse le indulgenze nel giorno festivo dell’Immacolata Concezione e nelle altre quattro feste maggiori della Madonna all’arciconfraternita dello Stellario della Madonna, eretta nella basilica francescana di Santa Maria in Aracoeli.

La denominazione ha origine nella città di Lucca dove la statua dell’Immacolata è posta alla sommità di una colonna in mezzo ad un ampio spazio chiamato piazza dello Stellario.

Si tratta certamente dello stesso sodalizio, il quale aveva assunto denominazione che in quel periodo i francescani davano alle associazioni che professavano e propagandavano la devozione all’Immacolata Concezione.

Della confraternita, ormai estinta, rimane la statua dell’Immacolata Concezione, scolpita dello scultore Pasquale Corrado di Dasà nell’anno 1897, custodita nella chiesa matrice.
Tripodi A., Le Confraternite di Arena, in "Rivista Storica Calabrese", a. XV, n .1-2, 1994

 

La confraternita di Santa Caterina Vergine e Martire

La visita pastorale del 2 Ottobre 1630 alla confraternita di Santa Caterina di Arena riporta la chiesa di Santa Caterina fuori dall’abitato.

L’estinzione della confraternita dovrebbe essere avvenuta tra la fine del XVII secolo e l’inizio del secolo successivo, infatti non si fa riferimento alla confraternita nelle visite pastorali successive al 1717.

Riferimenti alla confraternita sono stati rinvenuti nei “Libro d’introito ed esito della cappella di Santa Caterina di Arena” degli anni 1769-1784 nei quali si legge che “per lo Confalone dell’antica Congregazione” si pagava al vicario foraneo mezzo ducata all’anno.

La vecchia chiesa eretta nella località ancora oggi denominata Santa Caterina e che dalla Vergine prende il nome, riportata nel foglio di mamma n°1 del catasto del comune di Arena, fu demolita l’anno 1948 per far posto alla caserma delle guardie forestali ancora oggi esistente.

La statua lignea di Santa Caterina, deturpata da un “restauro” consistito solamente in una ridipintura con non felice scelta di colori, si trova, in condizioni di degrado e abbandono, in una navata laterale della chiesa matrice.
Tripodi A., Le Confraternite di Arena, in "Rivista Storica Calabrese", a. XV, n .1-2, 1994

 

La confraternita del SS. Sacramento, poi San Michele Arcangelo

Dal “Platea quarta della Mensa Vescovale di Mileto renovata nell’anno 1654” si apprende che col primo titolo fu aggregata alla omonima arciconfraternita romana l’1 Agosto 1564.

La pia associazione durante il XVII secolo dovette attraversare una fase di sbandamento e di conseguente decadenza, infatti agli inizi del settecento era inattiva.

La confraternita del SS. Sacramento, che deve il nome alla cappella eretta nell’altare maggiore dell’omonima chiesa, venne rifondata tramite un atto notarile del 8 Aprile 1717 in cui si diceva “che in detta Cappella si ritornasse ad erigere, o pure si confirmasse la Confraternita o Congregazione solita, e da più tempo dispersa sotto il titulo medemo del Venerabile”.

La vita della rinascente confraternita era regolata da ventisette articoli.  Per quanto strano, il sesto articolo prescriveva “che nium fratello dovesse entrare in loco cotanto Venerabile con Armi, legni, bastoni, figlioli, o coni, o Donne” pena per i trasgressori era l’allontanamento.

Nessuna documentazione ufficiale riporta l’effettiva ricostruzione della confraternita, non possiamo affermare con certezza che la confraternita sia stata effettivamente riorganizzata secondo gli articoli citati.

Documenti ufficiali invece riportano che l’11 Gennaio 1739 vennero approvate le “Istruzioni, seu capitolazioni” per la fondazione della confraternita di San Michele Arcangelo sotto il titolo del Santissimo Sacramento.

La divisa era costituita dal camice bianco, dalla mozzetta azzurra e da una fascia trasversale rossa che richiamava il colore dell’antica e non più funzionante confraternita del Santissimo Sacramento.

I confratelli erano obbligati a partecipare alla processione per le vie del paese con la statua dell’Arcangelo, questo sta a significare che la statua faceva parte della confraternita sin dalla sua istituzione.

L’unico riferimento è contenuto nel testamento dell’arciprete Gullà del 17 Giugno 1764 che riporta la donazione alla confraternita delle statue lignee di San Michele Arcangelo e del Cristo Risorto entrambe attribuite allo scalpello dell’artista napoletano Gennaro Franzese.

Durante la visita pastorale del 10 Luglio 1743 la confraternita venne per la prima volta menzionata, si legge infatti: “reperit erecta sodalitas confratrum sub istitutione SS.mi Sacramenti”. La confraternita ricevette il regio assenso l’1 Luglio 1777, e ottenne il ravvivamento, dopo la sospensione del 29 Giugno 1776, il 4 Novembre 1790.
Tripodi A., Le Confraternite di Arena, in "Rivista Storica Calabrese", a. XV, n .1-2, 1994

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